Scritto da Silvia Rivoira    Martedì 25 Novembre 2008 10:10    PDF Stampa E-mail
La dolce vita di Oporto
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Cultura - Viaggi, luoghi e itinerari
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Camminare per le strade di Oporto è quasi come partire per un trekking di montagna, a tratti rilassante a tratti impegnativo. Niente a che vedere con le strade piatte e regolari di Torino e Milano. Oporto è costruita sulle colline in un groviglio di ponti, case, vicoli, ruas e avenidas lastricate di pietre.

Nonostante ciò, muoversi da una parte all’altra della città è abbastanza semplice e comodo anche per chi non possiede la macchina (o carro). Esiste infatti una metropolitana che collega il centro cittadino fino addirittura all'aeroporto, ci sono numerose linee di autobus per le zone non raggiunte dalla metro, e ad ogni angolo della città si trovano taxi decisamente a buon mercato.Per vivere a pieno una giornata portuense, non occorre svegliarsi troppo presto la mattina. Il Portogallo ha infatti orari molto simili alla Spagna: i negozi (as lojas) non aprono prima delle dieci, gli uffici non prima delle nove.La colazione è uno dei momenti più dolci di Oporto...tutta la città è disseminata di pastelarias che vendono dolcetti, bomboloni alla crema, torte, cornetti, panini farciti, e minuscoli pães de queijo, panini di formaggio originari del Brasile. Con un paio di euro si può prendere un succo “tutti frutti”, un pingo -espresso macchiato- e un pastel de nata, delizioso dolcetto alla cannella d’origine lisboneta più conosciuto come pastel de Bélem. E’ infatti vicino alla Torre di Bélem a Lisbona che si trova la pasticceria di pasteis più antica del Portogallo, fondata nel 1837.

Le pastelarias sono affollate ad ogni ora del giorno: al mattino si usa far colazione fuori; durante la pausa pranzo si consuma un panino in piedi al bancone; a cena, durante la bella stagione, molte famiglie mangiano un boccone nei tavolini all'aperto. Molte pastelarias ricordano un po’ le puccerie salentine, un particolare tipo di locale pugliese che ha i tavolini all'aperto, fa servizio al bancone, e vende manicaretti gustosi per pochi euro.Oporto è una città da scoprire e amare un passo alla volta, quartiere dopo quartiere passando da un riva all’altra del Douro, attraversando i suoi caratteristici ponti: il Ponte d'Arrábida attraversato dalla A1 Lisbona/Braga, il Ponte Dom Luis I costruito in ferro secondo lo stile della Tour Eiffel (è infatti un discepolo di Gustave Eiffel ad averlo progettato), il Ponte do Infante, il  Ponte de São João e infine il Ponte Maria Pia costruito da Eiffel stesso.

Pagando i 95 centesimi del biglietto, si può prendere la linea gialla della metropolitana e attraversare il Ponte Dom Luis I dall'alto, ammirando così il meraviglioso spettacolo del fiume Douro, della Foz (foce) e dell’oceano Atlantico all’orizzonte. Per chi non soffre di vertigini e per chi non ha paura del vento forte, è possibile attraversare il ponte anche a piedi.La zona turistica per eccellenza è la Ribeira, il centro storico affacciato sul fiume Douro. L’Unesco l’ha dichiarata Patrimonio dell’Umanità per la sua bellezza dal sapore antico, che si ammira attraversando la rua pedonale di Santa Catarina, la praça dos Aliados e il labirinto di vicoletti stretti che portano dal centro città fino al fiume. Ad ogni lato della strada si trovano facciate di edifici costruite con gli azuleji, mattoni di ceramica colorata e a mosaico, molto caratteristici in tutto il Portogallo e in Spagna.La zona più chic di Oporto, nonché la meno nota ai turisti si chiama Foz do Douro. Qui abitano alcuni tra gli uomini più importanti e ricchi del Portogallo, come il banchiere Paulo Guichard che tutte le domeniche discute d’affari passeggiando lungo l’Avenida do Brasil affacciata sull’Oceano Atlantico, o come i calciatori del Porto che vivono in attici di lusso all’interno di palazzine blindate. In Foz, all’Università Cattolica, studiano i figli dell’alta borghesia portoghese; qui si è laureata Paula Amorim, figlia prediletta di Américo Amorim, il Berlusconi del Portogallo. Amorim ha tirato su un impero, stimato per centinaia di milioni di euro, partendo dalla semplice vendita di tappi di sughero. Oggi il Portogallo è il maggior produttore al mondo di tappi di bottiglia e Amorim è divenuto l’imprenditore più ricco del Portogallo, nonché il più conosciuto all’estero. La Foz è un bairro (quartiere) popolato di villette, parchi, café e boutique, ed è l’unica parte del comune di Porto che si affaccia sull’oceano. Lungo il Passeio Allegre alla foce del Douro e lungo l’Avenida do Brasil, la borghesia portuense fa jogging il tardo pomeriggio e porta a passeggio il cane la sera tardi, quando spesso dall’oceano si alza una fitta foschia che nasconde il profilo delle palazzine e delle molte ville.

Non è però tutto oro ciò che luccica, e anche qui in Foz è arrivata la crisi immobiliare. In quasi ogni angolo si trova un cartello di “venda” o “arrenda”. Eleganti, spaziosi e moderni trilocali che in Italia supererebbero di costo il milione di euro, sono qui svenduti per un terzo o un quarto del prezzo italiano e sono spesso oggetto di contrattazione al ribasso. Inutile dire che questa inflazione dei prezzi attira sempre di più gli stranieri, soprattutto spagnoli, francesi, inglesi e irlandesi che comprano qui una casa per le vacanze o una dimora per una dolce vecchiaia nel Sud Europa.Nella Foz si trova il Parque da Cidade, il polmone verde della città e si trova la Fundação de Serralves, un parco che ospita un museo temporaneo, un ristorante, una elegante casa da tè (casa de chá), un orto botanico, un campo da tennis ed una fattoria in cui vivono alcune vacche, un mulo, un asino e un piccolo gregge di pecore. Il parque de Serralves è una piccola oasi di silenzio e aria pura in pieno centro cittadino. Qui i residenti di Oporto e soprattutto della Foz amano trascorrere le domeniche pomeriggio giocando a tennis nei club privati (accessibili solo su invito), in compagnia di un libro o in visita a qualche mostra d’arte contemporanea.

Ma più che la lettura e l’arte, è la musica la vera passione dei portuensi. Lasciando i locali del fado (musica tradizionale portoghese) al piacere dei soli turisti o di qualche amatore, in genere, gli abitanti di Oporto preferiscono assistere ai concerti di musica pop, rock o classica che si tengono nei numerosi teatri della città. Uno di questi teatri è una costruzione molto particolare e interessante. Si chiama Casa da Musica, ed è un edificio semi trasparente progettato dall’architetto olandese Rem Koolhaas come parte del progetto Porto Capitale Europea della Cultura nel 2001. La Casa da Musica è stata costruita sullo stampo dell’architettura contemporanea di Rotterdam; il teatro possiede due auditori principali, un bar degli artisti dove è possibile connettersi wifi gratis, e numerose salette di prova aperte a tutti i musicisti di passaggio. La Casa da Musica è un punto di ritrovo per molti stranieri che soggiornano in città e il suo atrio è diventato lo spazio preferito dagli skaters di Porto.

Benché il reddito medio del Portogallo sia molto basso e la povertà sia in aumento, la qualità di vita di Oporto è senz’altro superiore a quella di molte altre città europee ben più ricche. Ed è a tavola che si può veramente parlare di dolce vita portuense.Si mangia molto bene e a poco prezzo non soltanto al bar o in pasticceria, ma anche e soprattutto al ristorante. La cucina portuense offre due ricchi menù: uno di carne bovina/suina e di formaggi delle regioni del Nord, un altro di cucina di mare dell’Atlantico. I migliori ristoranti si trovano lungo l’Avenida da Boavista e nella Foz, ma ad ogni angolo di strada si possono gustare le due specialità di Oporto: trippa e francesinha (piatto caldo di carne, pan bagnato e formaggio). Le migliori marisqueire -ristoranti di mare- sono invece nel comune di Matosinhos ed offrono pesce freschissimo e cucinato sul momento, alla griglia o al forno: sardinha assada, bacalhau alla moda portoghese, e tanti frutti di mare innondati di molho (salsa), aglio ed olio d’oliva. Il tutto accompagnato da un dolce vinho verde prodotto nelle regioni al confine con la Galizia.

Per degustare invece un bicchiere di Porto, magari un buon Porto branco, si può far visita alle cantine di Vila Nova de Gaia, comune che si trova sulla riva opposta del Douro. Nella ribeira, sul lungo fiume si trovano le cantine di Calem, Sandeman, Taylor’s, Delafortce, Croft, Offley.Queste cantine sono diventate negli ultimi anni la meta prediletta dei pullman turistici di pensionati francesi e spagnoli che giungono a Oporto per una vacanza e spesso decido di fermarsi in Portogallo per il resto della vecchiaia. Ciò che Oporto ha da offrire a questi pensionati è un buon clima temperato, una buona  gastronomia, un costo della vita molto basso, il verde, il mare e la campagna a due passi dalla città.   

 

Commenti  

 
0 #1 manuela 2009-08-17 02:41
Sono da 4 giorni in portogallo ed ho molto apprezzato Oporto di Lisbona poichè mi sembra una città che ha mantenuto le sue peculiarità seppure vi è un forte degrdo ed obsolescenza. Vi è una continuità nel tessuto abitativo che non ho riscontrato a Lisbona. Segnalo inoltre un centro commerciale nel centro della Rua di santa Catarina luogo di aggregazione degli anziani.
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