Scritto da Marco perrone    Giovedì 04 Dicembre 2008 14:27    PDF Stampa E-mail
Quando il disabile non riesce ad accedere nemmeno nell'agenda degli eventi...
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Società - Attualità
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3 dicembre 2008, in tutto il mondo  si è celebrata la giornata internazionale delle persone con disabilità.L'intento di questo evento è quello di portare alla ribalta tutti i problemi relativi al mondo della disabilità e di mostrare che l'integrazione sociale e lavorativa dei disabili è qualcosa di assolutamente indispensabile oltre che possibile.

 Pochi mesi fa 37 paesi dell'Onu hanno firmato la “Convenzione Internazionale sui diritti delle persone con disabilità” e l'articolo 1 di tale documento ne riassume le finalità: «promuovere, proteggere ed assicurare il pieno e paritario godimento di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, nonché di promuovere il rispetto della loro intrinseca dignità». Evidenziare tale giornata e promuovere tali diritti era ed è possibile solo attraverso uno strumento: i mass media. Bisogna subito notare che, se c'è stata una certa attenzione, “si deve  molto” alla presa di posizione del Vaticano sul Carta dei Diritti. Posizione che, però, è stata presa molti mesi prima e cioè quando si stava elaborando il documento. I media, alla vigilia del 3 dicembre e sulla scia delle precedenti dichiarazioni della Chiesa sull'omosessualità,  hanno sottolineato il “No” della Santa Sede alla firma del documento. La motivazione? Quattro semplici parole: ¨«sexual and reproductive health» cioè «salute sessuale e riproduttiva». E, andando nel particolare, il nunzio apostolico all'ONU, il vescovo Migliore, contestò gli articoli 23 e 25 che parlano di pianificazione riproduttiva e accesso a tutti i servizi sanitari, compresi quelli dell'area sessuale e riproduttiva. Il problema è dunque l'applicazione di tali servizi soprattutto nel mondo femminile, cioè la pianificazione delle nascite e dunque la possibilità di abortire.

Ma oltre questa polemica quale è stata l'attenzione dei media sulla giornata?

Vediamo tre quotidiani: La Repubblica, Il Messaggero e Il Corriere della Sera.

Il primo mette un piccolo titolo in pancia nella prima pagina: Dopo la condanna dei gayDisabili, nuovo no vaticano all'Onu“Nel testo manca il divieto d'aborto” Poi l'articolo in pag. 4 in cui si spiega la questione del no del Vaticano. Anche il quotidiano romano di Via del Tritone mette in risalto la notizia in prima pagina con un box sulla parte destra Tema ripreso a pag. 5 con  un pezzo che illustra la polemica. Sotto, un'interessante intervista a Luca Pancalli, presidente del comitato paralimpico italiano in cui, dopo un accenno sul tema del “no” del Vaticano e sulla questione dell'aborto, procede ad una valutazione della situazione italiana sul rapporto con la disabilità, ad una riflessione sull'attenzione data alla giornata e ad una sottolineatura dell'importanza  dello sport per i disabili con il riferimento ad Oscar Pistorius, atleta sudafricano che corre i 400 metri piani con due protesi al posto delle gambe e che ha tentato, non riuscendoci, la qualificazione ai 400 metri per i “normodotati” alle Olimpiadi di Pechino.  Il Corriere non mette l'argomento in prima pagina ma lo sviluppa all'interno parlando della polemica della firma negata dalla Santa Sede sulla Carta dei diritti ma soprattutto dedicando il Focus giornaliero (due pagine di approfondimento su un tema) proprio ai disabili. Gli argomenti trattati sono il rapporto fra i disabili e il lavoro, la legge 68 del '99 che stabilisce l'inserimento nelle aziende pubbliche e private di lavoratori “diversalmente abili”, lo studio della School of management del Politecnico di Milano che riporta come solo una azienda su 4 integra completamente il disabile nell'ambito lavorativo, il problema della ricerca di un lavoro, la difficoltà per i disabili a raggiungere fisicamente i Centri per l'impiego e i mancati controlli nelle imprese.Infine due storie, una positiva (Matteo, ragazzo down di 22 anni che lavora 25 ore alla  settimana in pasticceria) e una negativa (Gilberto, 47 anni che dopo un incidente in auto è costretto a convivere con diverse difficoltà motorie e fonetiche e non riesce a trovare un posto di lavoro dignitoso). 

Passando ai telegiornali di casa nostra si nota subito come venga data poca risonanza alla notizia visto che viene collocata in coda ai telegiornali. Il Tg1 delle 13,30 dedica un servizio in cui appare anche una breve intervista ad Antonio Guidi, presidente dell' Istituto Italiano di Medicina Sociale, mentre quello delle 17 attraverso un servizio di un minuto circa parla dell'incontro di ieri a Torino e delle diverse manifestazioni avvenute in Italia a favore del mondo dei disabili. Ma già nel telegiornale delle 20 l'argomento viene trattato solo con un “vivo”, cioè con una breve lettura di 20 secondi del conduttore, citando la dichiarazione di Napolitano che ha affermato che anche in questa fase di crisi le esigenze delle persone con disabilità non devono essere sottovalutate.Il tg5 delle 13 di ieri affronta la notizia al 25° minuto attraverso un servizio che spiega le difficoltà dei disabili nel vita quotidiana, le loro imprese sportive, il numero di disabili nel mondo (650 milioni) ed intervistando (anche loro) Antonio Guidi che è l'unico ministro disabile nella storia della Repubblica italiana.Con questa, seppur piccola e limitata, analisi ho voluto mostrare quanto spazio è stato dedicato al tema: poco, insufficiente, secondo il mio modo di vedere. Solo il Corriere con il suo Focus ha voluto indagare maggiormente a fondo ma quello che più lascia colpiti è la assoluta mancanza di considerazione del mondo degli anziani e dell'infanzia, le categorie più deboli ancora ai margini dell'attenzione. 

 

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