Scritto da Studenti e lavoratori fuorisede    Venerdì 22 Gennaio 2010 12:02    PDF Stampa E-mail
Fuorisede pugliesi: contro il veto sul voto alle primarie
Società - Politica
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Nella serata di martedì 19 Gennaio, un gruppo di studenti pugliesi fuori sede, autoreclutatosi attraverso le pagine dei principali social network, ha lanciato un appello, per mezzo di una lettera aperta ai partiti e alla stampa, richiedendo la possibilità di votare a distanza, nelle elezioni primarie programmate allo scopo di scegliere i candidati per la regione di residenza.
La mobilitazione, che genericamente rivendica il diritto di voto anche a distanza per i fuorisede, è nata in riferimento ai fatti riguardanti la designazione del candidato per il centro-sinistra della regione Puglia, che si terrà domenica 24 Gennaio e vede la contrapposizione tra Boccia, appartente alle fila del PD, e Vendola, governatore uscente, vicenda che desta, evidentemente, interesse anche a molti chilometri di distanza dalla terra pugliese.

“Segnaliamo il nostro futuro” è il nome dato all'appello e ad una fotopetizione allestita virtualmente su facebook, che ha contato centinaia di foto e migliaia di contatti nell’ arco di poche ore.
All’ appello hanno aderito studenti, lavoratori, tirocinanti, stagisti, tutti coloro che sono lontani dalla propria regione, ma che esprimo chiaramente la volontà di contare nelle scelte e nella politica pugliese e sono intenzionati a chiederlo a gran voce.

A ciò, in queste ore, è seguita una rapida diffusione dell'iniziativa e, conseguentemente, le reazioni di molti uomini e gruppi politici interessati alle primarie.
Il Partito Democratico si è rifiutato di pervenire ad un accordo a proposito della rischiesta di voto a distanza, negando apriori possibilità di allestire gazebi nelle maggiori città italiane. Al contrario Sinistra Ecologia Libertà, ha espresso maggiore disponibilità, rispondendo attraverso le parole del segretario e candidato Niki Vendola, con una video-lettera che puntava anch'essa il dito contro la presa di posizione del PD.

Il veto posto dal PD sull’eventualità di un voto a distanza costituisce una sospetta contraddizione rispetto a ciò che si è verificato durante le primarie per la scelta del segretario nazionale del PD. In quell’occasione ogni elettore del PD ha potuto esprimere la propria preferenza, esercitando il diritto di voto a distanza.
La ragione che spinge i partiti alle elezioni primarie è la scelta democratica di promuovere la MASSIMA partecipazione degli elettori, nella scelta dei candidati a cariche pubbliche, in contrapposizione al sistema che vede le segreterie dei partiti, come gli organi preposti alla scelta del candidato.

Molti tra coloro che hanno aderito all’ appello e alla fotopetizione sono appena rientrati nelle città in cui vivono e non hanno la possibilità di tornare nella regione di residenza per impegni lavorativi, di studio o per motivi economici.

Si chiede al PD di riflettere e ridiscutere la sua decisione. Organizzare dei luoghi in cui poter votare è possibile, mobilitando i partiti che appoggiano entrambi i candidati per la costituzione di un seggio equilibrato e partecipato.

Studenti e lavoratori fuorisede

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